Le intuizioni in ‘La porta per lo spirito’ di Andrea Serafini

Aedifico spazio autori

La porta per lo spirito

Di Andrea Serafini

Recensione

Benvenuti o bentornati su La scrivania letteraria!

Nella rubrica Aedifico spazio autori accolgo Andrea Serafini e il suo romanzo ‘La porta per lo spirito’ edito Bookabook.

Presento con vero piacere la recensione di ‘La porta per lo spirito’!

Un romanzo la cui trama cattura subito il lettore; ricco di descrizioni e con una voce narrante possente. Mattia e i suoi amici, immersi nella storia e nelle leggende di Origo, vivranno un’avventura oltre il velo della realtà.

Recensione

Al romanzo ‘La porta per lo spirito’ ho scelto di accostare la parola intuizioni. La forma plurale ha più di un buon motivo per esserci e da essi parto per parlarvi di questa bella lettura, un romanzo adatto ai ragazzi e agli adulti.

La storia narrata ne ‘La porta per lo spirito’ parla di un ragazzo, Mattia, sulla soglia dell’età in cui si ritiene giunto il tempo di decidere cosa fare della propria vita. Mattia si è appena laureato e ha deciso di diventare assistente del professore di Sociologia, il Prof. Damiani. Nel frattempo passa le sue giornate intervallando lo studio, gli incontri con i suoi amici fidati e le premure nei confronti della zia, Marisa, la quale ha appena subito una brutta rottura sentimentale. C’è anche un aspetto molto più intrigante e misterioso che riempie i suoi giorni; questo però da anni, anzi, pressoché da sempre: dei sussurri lo accompagnato mentre passeggia per le vie della città di Origo, luogo che ha un posto prediletto nel suo cuore. Mattia, coraggioso e sempre aperto a nuove possibilità, estremamente curioso e a tratti introverso, come anche molto riflessivo, prova un certo timore reverenziale per i momenti particolari che si presentano nella sua vita.

Proprio uno di questi momenti è la catarsi che produce il nostro protagonista: Mattia il custode della voce della città di Origo, il quale viene chiamato dalla città stessa a salvarla dalle spire malefiche di un oscuro antagonista assettato di potere. Badiamo bene, non il potere violento, la forza bruta, bensì un potere meschino, che si insinua tramite il potere economico anche nelle menti di coloro che intendono in prima battuta combatterlo. Un potere che pare essere sconfinato e pieno di quella semplicità svilente che solo le tentazioni ambigue e omologanti dell’età contemporanea possono provocare.

Mi attacco al piccolo intermezzo dedicato all’antagonista per puntare l’attenzione sul gioco delle temporalità che avviene nel romanzo e che ho trovato assai originale. A mio parare l’ambientazione ha una triplice valenza temporale: passata, presente e futura. Passata perché la maggior parte delle scene è immersa in un’atmosfera antica, pregna di quel misterico che solo attraverso lo storico e il leggendario si percepisce. Presente perché comprendiamo bene che, mentre i Guardiani (compagni del Custode) e il Custode stesso sono appellativi dal sapore antico, le vicende sono narrate nel nostro momento presente e veicolano una magia immaginativa apprezzabile data la capacità dell’autore di permettere al lettore di immedesimarsi nel personaggio di Mattia. Futuro, questo è l’elemento che dipende maggiormente da una riflessione post-lettura, perché è affascinante immaginare come potrebbe divenire Origo dopo le vicende di Mattia.

Oltre alla componente temporale legata all’ambientazione, è ravvisabile un aspetto cronologico che pone a confronto il conflitto protagonista/antagonista. Nel suo contenuto originale, il conflitto Custodi e Guardiani contro Cacciatori è sempre uguale a se stesso, quindi in parte anacronistico, eppure il contenuto non si realizza se non in una forma che dipende dagli attori in gioco ed è così che acquista il suo carattere diacronico, dinamico. Quando leggiamo dei Custodi venuti prima di Mattia, subito siamo immersi in un passato in apparenza statico, molto più legato a Origo che alla vita dei Custodi stessi, ma appena le azioni si susseguono, ecco che la storia dei Custodi rivive nel nuovo custode in maniera totalmente differente, eppure sempre piena di coraggio, di ardore e di spirito di sacrificio.

Ora mi preme puntare l’attenzione su alcuni aspetti stilistici e strutturali, primo tra tutti la trama: semplice e chiara, accompagna il lettore e presenta le sottotrame senza annichilire il ritmo della narrazione. La voce narrante è in terza persona e il narratore onnisciente si palesa nei momenti in cui è ricercata una descrizione dettagliata delle ambientazioni e di alcune scene in cui, per forza di cose, Mattia e i suoi amici non sono presenti. Abbiamo così modo di sperimentare altri punti di vista, seppur in maniera indiretta, e così avere un quadro completo della situazione.

Ho apprezzato lo stile ricercato che pone in risalto gli aspetti storici della vicenda e gli aspetti psicologici dei personaggi. Alcune parti risultano godibili nonostante la discesa nei dettagli, alcuni non intimamente utili alla narrazione e la scelta di abbondare nell’utilizzo degli avverbi, come di alcuni aggettivi di valore, non inficia in maniera critica sulla lettura. Alle volte sì, sembra che il tempo rallenti e non sempre nei momenti in cui questa necessità è richiesta dalla storia, ma ciò non toglie nulla allo sforzo dell’autore di orchestrare al meglio la qualità della lettura e lo spessore quantitativo dei capitoli.

La narrazione segue i ritmi della suspense, della sorpresa, dell’avvicendamento rocambolesco; per gli amanti del genere è un piacere avere tra le mani e leggere un romanzo in cui non vi sono momenti di quiete, bensì è sempre presente la scintilla gioiosa che fa sorgere la domanda: ‘E ora cosa capiterà?’

L’amicizia è un elmento che innerva in profondità la storia del romanzo e anche la vita di Mattia. Lo troviamo subito affiancato dai suoi più cari amici: Azzurra, David, Lara e Nina. Oltre a essere amici stretti, sono colleghi universitari e lavorano per la Twin Family Foundation, associazione che aiuta la famiglie bisognose, la cui gestione è affidata al Signor Ardea, padre di Nina e Lara, nonché assessore alla cultura di Origo.

Mattia sa che può contare ciecamente su di loro e che i segreti non sono presenti nella loro amicizia; difatti impiega poco tempo per pensare se rendere partecipi i suoi amici del suo dono di Custode o meno. A primo impatto, da un punto di vista tecnico, è stato un azzardo non sfruttare la possibilità di un tale segreto per sviluppare la trama con una suspense misterica, d’altro canto la scelta dell’autore di porre in risalto non solo Mattia, ma anche gli amici, ha permesso di elevare a elementi principi la fiducia, l’affetto, il coraggio e il senso di unione e di appartenenza che si riflette pure nel momento in cui dovranno fronteggiare le malvagie schiere dei Cacciatori. Nessuna paura al loro fianco ci sono anche i Guardiani, figure immerse nella normalità, ma che svelano un lato di loro che supera di gran lunga le apparenze e ingrandisce ancora di più il fascino del romanzo.

La componente sentimentale è limpida, lineare e dischiude a un’altrettanta semplicità, mozzafiato, nel momento in cui Mattia entra in contatto con l’anima di Origo. Egli, con i suoi amici, deve salvare la fonte, l’origine primaria che sorregge all’intera città. Vi è una tale potenza, intervallata alla tenerezza, che è difficile non pensare alla pace sublime quando Mattia si lascia trasportare dall’anima di Origo.

Penso ora ai sentimenti che pervadono ‘La porta per lo spirito’, all’amore in senso ampio, con un’aspirazione all’universale e con uno sguardo alle sue particolarità. Dove lo ritrova Mattia? A Origo lo ritrova ovunque, negli anfratti delle rocce che compongono gli edifici, negli occhi dei suoi amici, nei gesti di persone che accorrono in suo aiuto, nelle scelte difficili che deve fare, nel superamento dei timori e nella consapevolezza che la realtà è relativa e molto, molto più complessa della sua materialità quotidiana.

Ebbene, questo amore si espleta in forme diverse ed è questa una delle bellezze de ‘La porta per lo spirito’: scavare, scavare e scavare fino a quando non si sono raggiunti i germogli di una gioia, di una pace e di un affetto, che superano le leggende, la storia e persino il tempo.

Trama

Origo è una città ricca di bellezze e misteri. Fra i suoi vicoli Mattia avverte uno strano respiro. Quando capisce che si tratta della voce della città insieme ai suoi quattro amici intraprende una missione pericolosa: raggiungere la Porta per lo Spirito, dov’è racchiusa l’anima di Origo. I cinque dovranno seguire il percorso che la città stessa indicherà loro, dovranno essere capaci di vedere e sentire oltre le apparenze. Ogni città dona a un ristretto numero di persone un frammento della propria anima, affinché non venga perso alcun ricordo della sua storia e la sua voce non resti inascoltata.

 

Biografia

Andrea è nato a Viterbo ed è laureato magistrale in comunicazione all’Università degli studi della Tuscia con una tesi su Quentin Tarantino e Sergio Leone. La sua passione più grande è il cinema e i libri di avventura, fantasia e mistero. Ha scritto racconti per un giornale online sulle leggende delle città italiane. La Porta per lo Spirito è il suo romanzo d’esordio.

Ama camminare tra piazze e vie delle città, assaporarne le atmosfere. Ha conosciuto il fascino di Madrid, la magia di Londra e la solarità di Barcellona. Anche se nulla può superare il sapore e la familiarità che prova per le strade della sua città preferita: Roma.

“Ogni passo lungo la strada era un centimetro in più verso quella verità.”

— La porta per lo spirito, Andrea Serafini

Scheda Libro

  • Titolo: La porta per lo spirito
  • Autore: Andrea Serafini
  • Genere: romanzo – Fantasy
  • Editore: Bookabook (giugno 2021)
  • N. Pagine: 448
  • Prezzo: 19,00€ cartaceo – 6,99€ ebook
  • ISBN: 978-8833234557

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