Arcani poteri in ‘Iris. Il crollo dei confini’ di Gabriele Moltrasi

Aedifico spazio autori

Iris. Il crollo dei confini

Di Gabriele Moltrasi

Recensione

Benvenuti o bentornati su La scrivania letteraria!

Nella rubrica Aedifico spazio autori accolgo Gabriele Moltrasi e il suo romanzo ‘Iris. Il crollo dei confini’ edito Bookabook.

Presento con vero piacere la recensione di ‘Iris. Il crollo dei confini’!

Le amicizie e le ancestrali differenze in Iris, il crollo dei confini, pongono i protagonisti di fronte ad ardue scelte: continuare a erigere muri oppure superare antichi limiti posti dalla paura e dall’avidità?

Recensione

Un romanzo in cui i punti di vista dei diversi protagonisti rappresentano nodi da sciogliere nell’orchestra poliedrica dei giochi di potere dei regni costituiti nella penisola di Iris.

In questa terra, in cui il passato entra in conflitto con il presente e disegna dei contorni confusi del futuro, alcuni esseri umani, gli Atian, sono dotati di un potere antico, grazie al quale possono plasmare e gestire uno degli elementi naturali. Inizialmente, come viene narrato in flashback e nelle pagine iniziali, scopriamo subito che la società edificata sulla base di un pacifico rapporto con gli Atian, prospera florida e ricca. Purtroppo però non tardano a sopraggiungere le problematiche legata all’inettitudine e alla miseria individuale: accidia, invidia, brama di potere e intrighi politici prendono il sopravvento sul benessere della società e i popoli della penisola di Iris non in grado di manipolare un elemento naturale entrano in conflitto con gli Atian, accusandoli di essere la causa di ogni male che imperversa nelle loro terre.

Il conflitto genera una ristrettezza mentale e quotidiana tale che le persone, piuttosto che cercare di comprendere, si chiudono nell’odio smisurato. La portata emotiva e bestiale del malcontento viene argutamente utilizzata dai regnanti, i quali, chi più chi meno, si vede costretto ad accettare i venti di guerra che porteranno allo scontro e alla distruzione.

Nel clima bellicoso e ormai tempestato dal caos non vi è più una regola morale o etica che possa in qualche modo risvegliare i sentimenti di umanità e di fratellanza che prima accomunavano le genti della penisola di Iris. Le uniche leggi che vigono sono quelle politiche, oppure dettate dalla necessità di sopravvivere agli infausti eventi che pare non abbiano fine. L’indolenza, i sotterfugi, l’incapacità di ripensare agli Atian come esseri umani non colpevoli, sono tre delle caratteristiche ravvisabili durante l’intera narrazione. Se, da una parte abbiamo l’inettitudine, la violenza, l’ignoranza e la codardia, dall’altra parte abbiamo i protagonisti della storia, i quali, in maniera corale, permettono una totale immersione in una realtà diversa, in cui la voglia di combattere non dipende dalla quantità di potere che si può acquisire, ma dalla giustezza delle azioni e soprattutto, vengono prese in considerazione le conseguenze, non solo per se stessi, bensì anche per gli altri, proprio per quei popoli che disprezzano gli Atian stessi.

Il primo dei protagonisti, anche colui che trova più spazio nella narrazione, è Nikrìo Hìver, Atian dell’acqua in grado di plasmare il ghiaccio, proveniente dal Regno di Liod. Il suo carattere duro e cinico, con una sfumatura di tristezza, deriva da un’infanzia dettata dalla solitudine, dal conflitto e dall’assenza di figure in grado di educarlo alla benevolenza. Se, in prima battuta appare arido, rancoroso e poco propenso alla difesa della vita altrui, la sua esistenza gli pone davanti delle sfide per le quali dovrà compiere scelte fondamentali e ribaltare così i valori e le convinzioni che gli avevano sussurrato all’orecchio quanto fosse inutile combattere per il proprio regno, Liod, e per gli altri sette regni in cui la penisola di Iris si è sfaldata dopo la guerra. Ma non solo, man mano che proseguiamo nella lettura, ci troviamo di fronte un giovane in grado di prestare aiuto, leale, degno di onore e di gloria, dotato di una ferrea forza di volontà in grado di spazzare via, letteralmente, muri e confini che i pregiudizi, il dolore e il male innervato nelle anime delle persone, avevano eretto. Nikrìo e la sua storia sono un viaggio attraverso il male, sia all’esterno che all’interno di se stesso. Tutte le dualità e le categorie che lo avevano imprigionato, vengono spazzate via con l’aiuto degli altri protagonisti e dei comprimari. Egli, insieme ai diversi personaggi, compie un percorso di sofferenza in cui viene redento dagli elementi naturali incarnati e pregni dell’antica magia che gli Atian sono in grado di manipolare.


Come per le chiamate più eroiche, Nikrìo percepisce un ancestrale richiamo che lo conduce in un regno appena sorto e dotato di una vista lungimirante sugli eventi futuri. Nikrìo si ritrova quindi ad affrontare per la prima volta la diffidenza nei confronti di un percorso che lo porterebbe su una rotta nuova, mai segnata. L’insicurezza, il timore del fallimento e la rabbia derivante dagli anni passati a maledire la vita che gli si prospettava, aprono però a una profonda riflessione sui principi che guidano la sua vita e le persone, la quale verrà condotta in tutto l’arco narrativo. La richiesta d’aiuto che si era palesata in maniera onirica e trascendente, risuona e riverbera in Nikrìo, tanto che poco dopo lo vediamo unirsi ad altri Atian che hanno risposto alla chiamata.

Qui vediamo Nikrìo alle prese con la solitudine e la differenza. Ebbene sì, egli entra in contatto con altri Atian e non sono di certo tutti in grado di plasmare l’acqua e il ghiaccio, bensì sono padroni di altri elementi, come il fuoco, i fulmini, oppure sono dei guaritori. Avrei volentieri apprezzato una digressione sulle capacità e le specifiche dei diversi Atian, per comprendere come nella penisola di Iris sia sviluppato il concetto di natura e in relazione a esso di naturale. Nikrìo decide di accettare il compito che gli viene dato e insieme ad alcuni degli Atian parte per un viaggio che lo condurrà in ogni regno, come una fiaccola portatrice di cambiamento e rinnovamento.

Trama

Nella penisola di Iris un potere arcano consente ad alcuni esseri umani, gli Atian, di entrare in contatto con gli elementi naturali, fino a comandarli e farli propri per edificare una civiltà fondata sulla prosperità. Non appena l’attenzione da parte loro cala, montano dai recessi oscuri degli umani la fame di potere che porta allo sfruttamento degli Atian per la guerra e per produrre il caos.

Nikrìo Hìver ha vent’anni, è un Atian dell’acqua e del gelo originario del Regno di Liod, uno degli otto in cui Iris si è frammentata per via dei conflitti. Malgrado e forse proprio grazie ai suoi primi anni di vita difficilissimi, Nikrìo affronta la rabbia, l’odio e il rancore, il tutto per prodursi nell’ascolto dei sussurri del suo cuore forte e coraggioso. Come il cuore anche i sogni gli parlano e una misteriosa richiesta d’aiuto lo condurrà su una strada nuova e sconosciuta, che gli offrirà l’opportunità di vivere un viaggio all’insegna dell’integrità, dell’amore e della forza di volontà.

Il seme di una rinascita è stato gettato, toccherà ora farlo germogliare.

 

Biografia

Gabriele Moltrasi, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, nella quotidianità si occupa di affari istituzionali e regolazione dei mercati dell’energia.

Eclettico, viaggiatore per studio, lavoro e passione nei confronti del folklore dei popoli.

“Ricorda, figliolo: non puoi scegliere cosa porterai con te oltre quelle porte, ma puoi scegliere cosa lasciare alle persone che ami, ciò che ti renderà unico, eterno e parte imprescindibile del tutto.”

— Iris. Il crollo dei confini, Gabriele Moltrasi

Scheda Libro

  • Titolo: Iris. Il crollo dei confini
  • Autore: Gabriele Moltrasi
  • Genere: romanzo – Fantasy
  • Editore: Bookabook (Aprile 2021)
  • N. Pagine: 423
  • Prezzo: 19,00€ cartaceo – 6,99€ ebook
  • ISBN: 978-8833234281

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