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Il diario del silenzio di Martina Vaggi – Segnalazione

Oggi nella rubrica Aedifico spazio autori accolgo con piacere Martina Vaggi e il suo romanzo Il diario del silenzio, storie reali di quarantena edito Associazione Impegno Culturale odv.

Il diario del silenzio, Storie reali di quarantena, Martina Vaggi, Associazione Impegno Culturale odv, 2020

Commento

Il libro di Martina è una totale immersione negli eventi individuali accaduti durante il primo lockdown del 2020. Vi sono degli aspetti che ho ritrovato nelle mie giornate di marzo, la mancanza di stabilità, l’assenza di rapporto umano e soprattutto il silenzio pervasivo che ha introdotto nella vita uno spazio profondo in cui tentare di riconoscersi e ricostituirsi. Le storie che testimoniano diverse realtà vissute nelle quarantena fanno ben comprendere i complessi aspetti delle individualità che si ritrovano a dover agire in uno spazio nuovo e sconosciuto nonostante i luoghi siano i medesimi; vedere la propria città svuotarsi, percepire rumori e suoni che si incarnano in pensieri sempre uguali a se stessi, respirare in un’aria che pare prendere vita mentre la si osserva e si pensa a cosa ne sarà dopo e soprattutto quando arriverà il dopo. Ho apprezzato e trovato commovente la storia di Luana e Giuseppe, come quella di Filomena. In futuro rileggerò il libro di Martina per osservare se qualcosa di questa esperienza è rimasto nelle persone.

Sinossi

Cinquanta storie raccontano la vita e il processo di cambiamento di pazienti, infermieri, medici, imprenditori, insegnanti, aziende e persone comuni, durante il periodo di maggiore impatto del Coronavirus. Il ricovero dal punto di vista dei pazienti, la corsa di infermieri e medici nei reparti Covid, gli imprenditori che chiudono l’azienda e altri che cercano di sopravvivere: la didattica a distanza, lo smart working, i parenti che salutano i loro cari da dietro uno schermo. La spiritualità, la fede, il silenzio che avvolge le città. Attraverso i luoghi e le date i racconti intrecciano storie reali individuali con eventi storici accaduti durante i mesi della quarantena.

Biografia

Martina Vaggi, nasce a Voghera il 19 agosto 1991. Laureata in Lettere moderne all’Università degli studi di Pavia, scrive fin dai primi anni universitari per vari giornali cartacei locali e per alcuni giornali digitali, come BlogLive.itDotSport.it e Blasting News. Dopo la laurea collabora con Jab Media TV, una web tv punto di riferimento per l’informazione in provincia di Pavia. Trova lavoro nel campo della ristorazione a venticinque anni, continuando a coltivare il sogno di scrivere un libro: nel 2017 nasce Pensieri surreali di gente comune, un blog che si appoggia alle pagine Facebook e Instagram, dove l’autrice quotidianamente dà voce a pensieri, emozioni e riflessioni che coglie dalla vita quotidiana sua e di altri. L’idea di questo libro nasce fin dai primi giorni della quarantena, quando l’autrice decide di tenere un diario dove annota tutto ciò che prova e vive ogni giorno di reclusione. Attualmente vive a Sale, un paese in provincia di Alessandria. 

Estratti

I

“Il portatile si trovava poco più in là. Atena lo prese e se lo mise in grembo. Lo accese. Non fu istantaneo quello che voleva fare e forse ci sarebbero volute altre due settimane di ripensamenti, pensieri intrusivi, pianti, giornate molto negative come quella: la cosa che però sapeva era che doveva fare qualcosa per tirarsi fuori da quella situazione apatica in cui era scivolata. Doveva, in qualche modo a lei ancora sconosciuto, cercare di uscire da quelle sabbie mobili e ricominciare a vivere. Aprì il motore di ricerca, così, tanto per curiosare. Sempre per curiosare digitò “Dipendenza affettiva gruppo di sostegno”.

Ancora più curiosa scorse i milioni di risultati che il motore di ricerca le diede. Li guardò di sfuggita ma, tra questi, uno in particolare catturò la sua attenzione: si trattava di un gruppo di supporto psicologico di persone che avevano subito una qualche forma di dipendenza affettiva nei confronti di un’altra persona. Il gruppo si riuniva anche online ed era supervisionato da uno psicologo professionista. Atena cliccò sul risultato ottenuto e le si aprì una pagina piena di informazioni. Forse i tempi non erano ancora maturi ma in quel momento le sembrò non solo di aprire una pagina nuova ma anche di spalancare una porta su un stanza interiore che nemmeno sapeva di contenere. Una stanza di se stessa dove lei non sarebbe mai più stata costretta a leggere messaggi come quello che aveva appena ricevuto, né a mandarli ad una persona che le aveva fatto del male.”

II

“Il mondo intero si era fermato, ma le persone avevano cercato di continuare a muoversi. I problemi dentro ognuno di loro si erano ingigantiti come se reclamassero, finalmente, l’attenzione che meritavano. Come se fosse finalmente arrivato il momento di risolverli. Per gli infermieri era diverso: molti di loro, inclusa sua figlia, si sentivano soli in quella situazione. Ma quella solitudine serviva loro per crescere. In altre persone, poi, i problemi si manifestavano con dolori fisici come mal di schiena, torcicollo, cervicale…

La cosa strana era stata che quasi nessuno di loro, fino a quel momento, l’aveva contattata per una qualche paura del Coronavirus. Nessuno. Nessuna delle persone che si erano rivolte a lei aveva paura di contrarre la malattia o paura della malattia stessa. La cosa che più li preoccupava risiedeva in loro. Non al fuori di loro. Erano più impauriti nel dover venire a patti, forse, per la prima volta, con se stessi. Questo la signora T. lo pensava continuamente.”

©Estratto da Il diario del silenzio, storie reali di quarantena, di Martina Vaggi, Associazione Impegno Culturale odv, ottobre 2020, per gentile concessione.

Curiosità e approfondimenti: passione per la scrittura e nascita de “Il diario del silenzio”

Parola all’autrice, Martina Vaggi

La scrittura mi ha sempre accompagnata, fin dalla nascita del mio blog “Pensieri surreali di gente comune”. Ho creato uno spazio personale in cui poter esprimere i pensieri quotidiani che affollano la mente su tutto ciò che osservo delle persone, del loro modo di agire, delle emozioni che emergono con forza e nessuna maschera può nascondere.

L’anno scorso, quando è scoppiata la pandemia, il blog è diventato il prato verde in cui poter lasciar correre in libertà i pensieri, i turbamenti, il dolore delle immagini che vedevo ogni giorno alla Tv. Dal primo giorno di lockdown ho iniziato a pubblicare un post al giorno per vivere la chiusura in maniera consapevole e farne esperienza, segnando Quarantena, giorno ..X..; in essi ho espresso un mio pensiero sulla giornata vissuta, su ciò che ho visto e provato.

Una volta terminato il lockdown è sorto in me il desiderio di ampliare il significato dei pensieri espressi sul blog, volevo andare oltre e ho deciso che avrei raccontato ciò che è stato vissuto dalle persone nei terribili primi mesi del 2020. Mi sono mossa alla ricerca di persone che avessero voglia di far parte del mio progetto tramite la loro storia: i cambiamenti nati nel loro modo di lavorare, di vivere la vita, la malattia, il disagio economico e il distacco umano. Ho ascoltato le loro parole a fondo e conoscendo il drammatico vissuto dei molteplici ritagli di innumerevoli vite, mi sono resa conto di non aver mai ascoltato veramente nessuno con così tanta attenzione.

L’ascolto è un dono, anche se spesso ce ne dimentichiamo. Ed è un privilegio poter ascoltare la vita degli altri. Ti permette di vedere con i loro occhi, di toccare con le loro mani. Ti concede di vivere un’altra vita oltre la tua.


Estratto dall’articolo di Martina: Quello che provi quando insegui un sogno sul suo blog Pensieri surreali di gente comune

“Un anno fa scoppiò la pandemia. Io presi il coraggio, un coraggio che non credevo neanche di avere. Presi in mano carta e penna e iniziai a buttare giù delle idee. Quelle idee divennero pensieri, che coinvolsero prima me, poi altre persone attorno a me. Durante il primo lockdown, sotto suggerimento di una mia cara amica, iniziai a pensare: “Devo scrivere un libro su tutto questo.”
Dopo la riapertura, quegli appunti che avevo preso ogni giorno di chiusura divennero la mia agenda di appuntamenti, di persone da intervistare. Ed ecco che il libro, quel sogno di una vita che tenevo chiuso nel cassetto segreto, prese forma.
Scrissi di loro. Dell’infermiera e della sua paura nell’avere a che fare con i pazienti Covid; dell’imprenditore che chiude l’azienda per salvaguardarsi, del medico che piange mentre stringe la mano ad un paziente che muore da solo. Scrissi delle insegnanti che lavorarono da casa, in didattica a distanza: degli alunni spaesati, dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.
Quel mondo che io, chiusa in casa come tutti, non avevo vissuto, ora lo vivevo attraverso di loro e mi esplodeva dentro, come tutte le lacrime che non ero riuscita a versare durante il lockdown e che ora trovavano il loro sfogo.”

Scheda libro

Titolo: Il diario del silenzio, storie reali di quarantena

Autrice: Martina Vaggi

Casa editrice: Associazione Impegno Culturale odv

Genere: romanzo (testimonianze, storie vere)

Data pubblicazione: ottobre 2020

ISBN: 9791220209410

N. Pagine: 263

Formato: cartaceo, kindle

Prezzo: cartaceo 12,99€, digitale 4,49€


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