L’oracolo dei mondi, l’origine di Annachiara Cairoli – Recensione

Oggi nella rubrica Aedifico spazio autori parlo di un romanzo che mi ha stupita e ha infervorato, con il suo calore creativo, la mia passione per i romanzi fantasy che sono in grado di combinare elementi classici con caratteristiche contemporanee; un’ibridazione che lascia spazio all’originalità della narrazione e al talento nascente dell’autrice. La breve anticipazione è dedicata a L’oracolo dei mondi, l’origine, di Annachiara Cairoli, edito Gruppo Albatros, Il Filo. Sul blog potrete trovare la segnalazione del romanzo.

Copertina de L’oracolo dei mondi, l’origine di Annachiara Cairoli.

L’autrice

Annachiara Cairoli è nata il 13 gennaio 1998 a Como, dove attualmente vive. Il suo grande interesse per la lettura e la scrittura è già evidente in lei dai suoi primi anni di scuola elementare. Trascorre i suoi anni di scuole medie e superiori a scrivere racconti che condivide solamente con le persone a lei più strette. Si diploma in Amministrazione Finanza e Marketing nel 2016. Nel 2019 si laurea in Servizi Giuridici per l’Impresa ed è attualmente iscritta alla facoltà di Giurisprudenza. Lavora come consulente fiscale nello studio di famiglia e la scrittura continua a essere la sua grande passione.

La trama

Il Destino, l’artefice inconsapevole della creazione dell’Universo, è alla ricerca dell'”armonia perfetta” raggiungibile solo tra l’equilibrio delle forze di Madre Natura. Ombra e Luce, Aria e Fuoco, Terra ed Acqua sono sei sorelle in eterna contrapposizione, si attraggono e nello stesso tempo si respingono. Varie sono le situazioni in cui si scontreranno, minando così quella stabilità di continuo ricercata, per poi riappacificarsi per il bene dell’Umanità. Le profezie della Fenice, la guerra contro gli Angeli e i Demoni per la liberazione della Terra porteranno le nostre protagoniste a vivere numerose avventure.

Recensione

L’oracolo dei mondi, l’origine è un romanzo inebriante e ricco di colpi di scena che non sono pietre miliari nella narrazione, non concentrano in essi tutta la capacità espressiva dei personaggi bensì sono la sinfonia soggiacente alle azioni che si susseguono l’un l’altra, non per opera di una necessaria causalità, quanto grazie all’energia creatrice del Destino reso sia maestro che allievo della sua stessa potenza.

Il narratore onnisciente della storia è appunto il Destino stesso; egli, né maschile né femminile, suole chiamarsi Fate e decide di raccontare gli episodi che hanno dato vita alla Terra e agli elementi, le sue sorelle, che hanno il compito di proteggerla: Lux e Ombra, Abnova, Sucellia, Freya e Grigridien, rispettivamente luce, oscurità, acqua, terra, vento e fuoco. Esse, come la Terra, sorgono in seguito alla volontà del Destino di creare un’Armonia preziosa. La suddetta definizione, in apparenza densa di amore incondizionato e di un sano desiderio di equilibrio, sarà poi un’arma a doppio taglio, per e tramite la quale, Fate e le sorelle si vedranno costrette ad agire in modi inaspettati.

I protagonisti principali sono tutti femminili e sono appunto le sorelle; Lux e Ombra sono le sorelle maggiori mentre Abnova, Sucellia, Freya e Brigridien le minori. L’autrice è stata in grado di infondere in esse differenti tipologie caratteriali e altrettante peculiarità che le rendono identificabili e subito fonte di simpatia; si confrontano prima tra di loro, unendosi inizialmente secondo ciò che credono sia giusto e questo le porta a rinnegare Brigridien, il Fuoco. Intanto le sorelle maggiori, in disputa perché elementi opposti, lasciano che il disprezzo reciproco le conduca verso il dubbio, la rabbia, l’ipocrisia e una cecità che le porterà ad allontanarsi dalla Terra quando Brigridien viene accettata e gli Umani, i loro figli, necessitano di cure, attenzioni e insegnamenti. Dopo l’allontanamento delle sorelle maggiori, i quattro elementi rimasti iniziano un percorso formativo per gli Umani, ma vengono interrotte da ritorno di Lux e Ombra, le quali porteranno con loro ancora il risentimento, causa della creazione di due mondi, a loro immagine e somiglianza: Aden, pianeta di Ombra ed Eden, pianeta di Lux.

La ritrosia iniziale delle sorelle, vedendo l’incapacità delle maggiori di capire quanto il loro comportamento possa mettere in pericolo la Terra, chiamata Gaia, e i suoi abitanti, sono costrette ad accettare i due nuovi pianeti. Nella narrazione non bisogna dimenticare il Destino che, in quanto narratore, mostra al lettore una storia complessiva degli avvenimenti, una sorta di resoconto e nel frattempo racconta del suo modo, indiretto e tratti ironico, di agire a nome dell’Armonia preziosa. Proprio per gli innumerevoli risvolti derivanti dall’energia creatrice di Fate, sui pianeti di Lux e Ombra, sorgono delle creature, Angeli e Demoni.

Le sorelle, a questo punto, si trovano in una situazione caotica e preoccupante. Come reagiranno i tre popoli al loro incontro? L’armonia sembra instaurarsi eppure, lo spirito vendicativo e le intenzioni malvage con cui Lux e Ombra avevano creato Eden e Aden si sono trasferite anche nei loro figli, Angeli e Demoni. La guerra ha inizio e solo il Destino ce la può narrare.

Il romanzo si presenta come un intricato e multiforme crogiuolo di eventi di cui solo il Destino è a conoscenza della trama, intessuta sia dalla sua forza creatrice che da eventi prodotti dalle creature stesse. I personaggi principali sono un ottimo esempio di come personalità diverse sono in grado di collaborare dopo aver raggiunto una maturità tale da comprendere l’importanza dell’ascolto e la fondamentale peculiarità che le accomuna: esserci per loro in quanto comunità e gruppo e non solo per se stesse. Ho apprezzato lo sviluppo di Brigridien, il Fuoco, colei che più di chiunque altro dovrà porsi di fronte ai pericolo, abbracciarlo e comprendere quanto, nonostante la sua forza, l’unione è la vera chiave di volta per superare le avversità e i dolori dell’esistenza. Gli antagonisti cambiano a seconda del punto della narrazione; se in prima battuta è presente una lotta intestina tra le sorelle, nella seconda parte della narrazione, il pericolo arriverà proprio da ciò che due di loro hanno creato: Angeli e Demoni. Qui si passa a un ritmo più veloce, per il quale ho provato una certa ritrosia, soprattutto perché alcuni aspetti relativi ai diversi popoli, non sono stati approfonditi e rendono la percezione degli eventi, alcuni catastrofici, mediati dalla percezione del Destino, che da entità pressoché eterna, può percepirli in maniera minore rispetto a coloro che li subiscono. Nonostante l’assenza di alcuni dettagli che avrei trovato piacevoli e utili a una più dettagliata costruzione sia dei personaggi che del world-building, ho notato come L’oracolo dei mondi, l’origine, contenga tra la battute ironiche del Destino e gli screzi tra le sorelle un’ottima spinta creativa che consiste nella capacità dell’autrice di porre in risalto riflessioni relative alle caratteristiche dell’umanità tramite forme immaginative e simboliche ribaltate incarnate nei personaggi.

Consiglio la lettura agli amanti del fantasy che non disdegnano personaggi che si schiudono pian piano nella narrazione e che hanno appena iniziato la via della crescita; per coloro che amano gli angeli e i demoni e una lotta che non si basa sul Bene e il Male, ma su come i soggetti ritengano che il Bene e il Male possano esprimersi nelle azioni.

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Link a L’oracolo dei mondi, l’origine pagina Gruppo Albatros Il Filo

9 pensieri riguardo “L’oracolo dei mondi, l’origine di Annachiara Cairoli – Recensione”

    1. In questo caso il nome dato al Destino credo che derivi da una scelta stilistica dell’autrice, non dalla volontà di rappresentazione di Tyche secondo la letteratura ellenistica.
      Hai letto altri romanzi in cui è utilizzata la terminologia greca e/o latina?
      Grazie per il tuo commento!

      Piace a 1 persona

      1. Volevo confermare quanto hai detto, il nome che ho utilizzato è stato dato per fare in modo che il lettore potesse ricordarselo senza troppi problemi 🙂

        "Mi piace"

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