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Mafalda e le sue disavventure di Francesca Ottaviani – Segnalazione

Oggi nella rubrica Aedifico spazio autori accolgo con piacere Francesca Ottaviani e il suo romanzo Cozy Mistery Mafalda e le sue disavventure: il Cantropodo.

La data di uscita del romanzo è il 22 gennaio e dal 16 novembre è disponibile il pre-order.

Copertina di Mafalda e le sue disavventure: il Cantropodo di Francesca Ottaviani

Trama

Mafalda è una donna in carriera, di una bellezza non convenzionale, un misto tra pantofolaia fuori moda e Carmen Sandiego, ma goffa e maldestra come pochi; proprio non è al passo con la fine degli anni ‘90. È sempre alla ricerca di nuove avventure e nel paesino di Arpa, che da poco l’ha accolta, si annoia facilmente. Il lavoro di crisis manager le permette di viaggiare in tutto il mondo e affrontare progetti sempre nuovi. Nella vita di tutti i gironi, però, sfrutta qualsiasi occasione per mettersi nei guai. Odia tutto di Arpa, a esclusione del lavoro e del novello ispettore di polizia, Giorgio Penta, per il quale ha decisamente una cotta. Arpa è piccola, piena di tradimenti, pettegolezzi e casalinghe disperate, ma dopo il terzo anno di vita nel paesino Mafalda, pur non volendo ammetterlo, comincia ad apprezzare la comunità. Il genere umano le appare più tollerabile in quell’angolo di mondo e analizzando un nuovo e succulento indizio per un’avventura, si caccia nell’ennesimo guaio, imbattendosi nel Cantropodo. Cosa si celerà dietro questa parola sconosciuta? Tra misteri, omicidi e amori, Mafalda ne combinerà di tutti i colori.

Scheda libro

Titolo: Mafalda e le sue disavventure: il Cantropodo

Autore: Francesca Ottaviani

Genere: cozy mystery

Prezzo ebook: 0,99 € In pre-order dal 16-11-2020

Prezzo cartaceo: 11,50 €

Pagine: 255 (ebook 215)

Data di uscita 22-01-2021

Estratti

I

«Il mio regno», esclamò l’ispettore aprendo l’uscio. Mario si stupì di come fosse tutto estremamente… vuoto. Se aveva pensato che la casa di Leonida fosse sterile, ora gli toccava di ricredersi. Il suo capo si era trasferito da poco, era vero, ciò nonostante si aspettava di ritrovare qualcosa di più di un tavolo da giardino al centro del salotto, una poltrona singola che sarebbe stata meglio in una discarica, due sedie pieghevoli spaiate, carcasse di orologi poggiate un po’ ovunque e nient’altro. Lo immaginò dormire per terra con un libro per cuscino.

«Quando vorrà una mano per portare le sue cose da Roma, non esiti a chiedere» pronunciò quindi, credendo che tanta desolazione fosse dovuta al fatto che dovesse ancora traslocare per bene.

«Non ho nient’altro».

II

Non avrebbe saputo in alcun modo giustificare quel caos e neanche la sua presenza lì. Inoltre, non voleva rivolgersi per la prima volta a quel delizioso spilungone conciata a quel modo. Rimise a posto in fretta e furia e sgattaiolò fuori dalla solita finestrella del bagno, senza aver cavato un ragno dal buco. L’ispettore era quasi arrivato alla meta dei quarant’anni. Aveva le gambe lunghe e sottili, teoricamente era alto due metri, ma il suo premurarsi di non sbattere la testa ovunque, lo portava ad assumere una postura quasimodeggiante e dinoccolata. I suoi occhi verdi e i capelli ricci e scuri lo rendevano l’uomo più bello che Mafalda avesse mai visto, il che gli aveva fatto guadagnare l’epiteto di “delizioso spilungone”.

III

Alle 4:00 del mattino, la Rossa saliva ancora le scale a pioli premute contro gli altissimi scaffali della biblioteca “Enrico Fermi” per consultare libri e libri, tutto per riuscire a capire cosa fosse mai quella parola, “CANTROPODO”, intercettata mentre, distesa sul letto, ascoltava le conversazioni dei vicini per prendere sonno. La migliore cura contro l’insonnia per lei erano le barbose e insulse chiacchiere dei paesani. In modo poco ortodosso, aveva impiantato un radiotrasmettitore sulla torretta telefonica che raggruppava tutti i dispositivi del paese e con quello ogni sera si sintonizzava su varie frequenze, talvolta per prendere sonno, talvolta alla ricerca di qualcosa che le facesse sembrare la sua esistenza meno tediosa.

“Non sai quanto è brava la mia bambina” aveva detto la signora Tarpa, odiosa vicina. “Gli altri bambini in confronto a lei sembrano dei poppanti. Sentissi che voce da usignolo”.

©Estratto da Mafalda e le sue disavventure: il Cantropodo, di Francesca Ottaviani, per gentile concessione.


Biografia

Non mi piace troppo parlare di me e sia questo libro che il precedente contengono come biografia degli episodi di vita legati alla mia passione per la scrittura che spiegano un po’ come mi sono ritrovata a questo punto, avendo pensato di fare tutt’altro nella vita. La mia carta d’identità mi dà più anni di quelli che sento e la mia città natale, Roma, fa parte della mia essenza. Ho un rapporto di amore e odio con l’Ispirazione, che immagino come un drago mansueto e all’occorrenza sputa fuoco!

Link utili

Profilo autoriale sui social: Instagram

Profilo autoriale sui social: Goodreads

Link d’acquisto di Mafalda e le sue disavventure: il Cantropodo

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