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Rubrica “Le parole furbe” – Armonia

Oggi introdurrò nella rubrica una parola che mi ha sempre affascinata.

ARMONIA

Sostantivo femminile

ETIMOLOGIA

dal latino harmonĭa, greco ἁρμονία, affine a ἁρμόζω «comporre, accordare»

SIGNIFICATI

  • La consonanza di voci o di strumenti, la combinazione di accordi, di suoni simultanei e anche l’associazione di suoni successivi, che produce un’impressione piacevole all’orecchio e all’animo; un’armonia, celeste, delicata, soave flebile
  • Dal punto di vista teorico consiste nella pratica e nella teoria della formazione e concatenazione degli accordi musicali, secondo una concezione polifonica della musica, nella quale lo sviluppo del discorso tematico si realizza in una successione non di suoni singoli ma di accordi, cioè di più suoni prodotti simultaneamente. Nell’antichità classica il termine era usato come equivalente di modo o scala: a. dorica, frigia.
  • Riferito alla parola non modulata nel canto, l’impressione gradevole che risulta, nella prosa e nel verso, da un musicale accostamento di suoni, accenti, pause.
  • L’armonia imitativa: accorgimento retorico, simile all’onomatopea, per cui si cerca di riprodurre, con gli elementi fonici delle parole, l’impressione acustica di ciò che le parole stesse rappresentano con il loro contenuto semantico o attraverso le suggestioni acustiche, la sensazione immediata della rapidità, di un movimento o della lentezza.
  • In un significato più ampio si riferisce alla proporzione conveniente dall’accordo di più parti o elementi: l’armonia dell’universo o armonia cosmica, l’armonia del corpo umano.
  • In architettura l’armonia è la proporzionata corrispondenza tra le parti principali e le secondarie, e tra i singoli membri architettonici e l’intero
  • In pittura e scultura l’armonia è la conveniente disposizione delle figure nell’insieme dell’opera: a. di linee, di forme; a. di colori o a. cromatica, accordo di colori ottenuto accostando toni diversi o anche, nella forma più semplice, toni di una stessa gamma o gradazioni diverse di un solo tono.
  • Accordo, conformità, in senso generico: a. di pensiero e di azione; a. dei fatti con le parole; in a. con, d’accordo con, in conformità a: agire in a. con i propri principi; prendere provvedimenti in a. con le disposizioni generali.
  • In senso figurato l’armonia la concordia di sentimenti e di opinioni tra più persone: essere, stare, vivere in a. o in buona a., in pace, in perfetto accordo; turbare l’a. di una famiglia, di un gruppo d’amici.

L’armonia evangelica consiste nell’accordo tra i quattro Vangeli canonici, più nello specifico tra i sinottici; l’accordo viene dimostrato sia mediante tavole in cui vengono messi a raffronto i passi relativi al medesimo episodio, sia componendo un racconto unico, in cui i vari episodi sono fusi insieme, secondo uno schema cronologico e con procedimenti che possono andare dalla rielaborazione letteraria a un vero e proprio lavoro d’intarsio di frasi e di parole.


Nella concezione filosofica di Leibniz si identifica con armonia prestabilita, la legge predisposta da Dio all’atto della creazione, che regola il rapporto tra le sostanze spirituali che compongono il mondo, le monadi, ciascuna delle quali contiene in sé come rappresentazione, implicita o esplicita, la totalità delle altre, e svolge tale rappresentazione in modo corrispondente allo svolgersi di quelle di tutte le altre, pur senza influire direttamente su di esse e senza subirne l’influsso.


L’armonia o principio della coerenza: siamo in armonia con noi stessi?

Con il principio di coerenza si possono intendere tutti gli sforzi che l’essere umano in quanto individuo compie per far sì che gesti, azioni, pensieri e valori siano in “armonia”. Qui si può cogliere subito un soggiacente elemento di interdipendenza, ma anche di conflitto in quanto la crescita e più in generale la vita non è uno stato d’essere immobile e immutabile, bensì un processo dettato da mutamenti esterni, interni, gestibili e incontrollabili. Con il detto “tra il dire e il fare” si può riassumere in maniera “scherzosa” la difficoltà che si incontra nel rapporto con noi stessi e con il mondo, tra l’esperienza e la contingenza.

Carl Rogers, psicologo umanista, fu uno dei pionieri del principio di coerenza. Nel 1950 affermò che il principio di coerenza era una sorta di alleanza tra l’esperienza e la coscienza. Ciò sarebbe quindi il risultato di ogni cosa vissuta e di quanto appreso da essa per poter agire in coerenza con la personale scala di valori, sentimenti e desideri. Perché concentrarsi sulla coerenza? Il volto opposto della coerenza è l’incoerenza e questo fattore all’interno della vita come processo è causa ed effetto di disagio, di sofferenza e di discrepanza tra ciò che gli individui vogliono e fanno, tra ciò che sono i bisogni reali e i desideri egoistici dettati dall’auto-interesse.


Da un punto di vista che si avvicina alla concezione olistica della vita, si può considerare l’armonia come la possibilità attraverso l’ascolto attento di una porzione della realtà, di riuscire a comprendere il tutto armonico che ci circonda e riuscire ad ascoltare sia noi stessi che l’esterno. L’armonia inoltre non è da intendersi come un’estasi immobile, bensì come una realtà dinamica.

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