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Rubrica “Le parole furbe” – Calligrafia

CALLIGRAFIA

Sostantivo femminile

ETIMOLOGIA

Dal greco καλλιγραϕία, composto di καλλι-calli– e γραϕία –grafia-.

SIGNIFICATO

L’arte che insegna a tracciare la scrittura in forma elegante, regolare e ornata; più in generale si intende il modo di scrivere e nella critica letteraria e artistica la parola è usata anche con il senso di calligrafismo, cioè l’impegno stilistico fine a se stesso che punta alla perfezione formale.

MODI D’USO

Lezione di c., esercizi di c., studiare calligrafia, avere una bella, una brutta c., c. illeggibile.

UN PO’ DI STORIA

  • La rappresentazione dei numeri precedette la scrittura della lingua.
  • La calligrafia occidentale risale agli scribi greci e romani.
  • La calligrafia estremo-orientale usa tipicamente pennelli e inchiostro per scrivere i sinogrammi.
  • La calligrafia araba è spesso rappresentata nell’arte musulmana e svolge una funzione di ispirazione. Le scuole calligrafiche facevano parte del curriculum degli studenti di teologia.
  • “La Operina da imparare di scrivere” è un trattato del 1522 di Ludovico degli Arrighi – detto Vicentino – ed è uno dei testi fondamentali per lo studio della calligrafia del sedicesimo secolo.
  • Johannes Trithemius fu abate benedettino di Sponheim e divenne famoso per l’invenzione di un sistema di codifica della scrittura. Nell’ultima fase della vita divenne abate di San Giacomo a Würzburg. Conoscitore delle lingue orientali tra cu l’ebraico, il caldeo e il tartaro, era in contatto con cabalisti, teologi e alchimisti. Fu in relazione con il famoso occultista Enrico Cornelio Agrippa. Ciò che più interessa è la sua opinione nei riguardi appunto della scrittura; nel suo saggio “In Praise of Scribes”, elogiò l’importanza della scrittura a mano in quanto avrebbe acquisito nel tempo valore e avrebbe accolto molti più apprezzamenti rispetto alla scrittura con la macchina da scrivere.
  • Gutenberg creò una scrittura gotica contante 290 caratteri che permise di ricreare le lettere sia in minuscolo sia in maiuscolo. Scelse questo tipo di calligrafia per non “scioccare” esageratamente i lettori del tempo e rendere simili ai manoscritti i libri a stampa.
  • Il monaco amanuense. La parola amanuense deriva dal latino servus a manu. Gli amanuensi si adoperavano molte ore al giorno nella copiatura di codici e antichi testi. Dopo la stesura completa i testi venivano controllati dai correctores e in un terzo momento arrivavano nelle mani dei miniatores. Molte volte erano gli amanuensi stessi ad occuparsi delle miniature e anche della rilegatura. 

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