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Estratti del romanzo “Hellville” di Vincenzo Raco

Il romanzo di Vincenzo Raco in pillole: gli estratti scelti! Il romanzo è edito S4M Edizioni e puoi trovare qui la segnalazione! In fondo all’articolo ho segnalato i link per trovare Hellville e il collegamento diretto alla pagina Autore! 

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Rare volte riusciamo a trovare il modo di percorrere i sentieri della nostra mente e del nostro spirito. Rare volte riusciamo a trovare la forza per affrontare la quotidianità e armarci della lucidità e della saggezza necessarie a distoglierci dalla morbosità di una vita che spinge ad essere ipocriti, schiavi del perbenismo e delle apparenze…

Non è semplice. Non lo è soprattutto dopo aver toccato il fondo senza aver ben compreso come, e continuiamo a restare immersi nel mare dell’insoddisfazione del malessere. A quel punto tutto diventa maledettamente complicato, soprattutto pensare di venirne fuori, trovano ancora la forza di guardare con fiducia dentro se stessi, in modo da fare il punto della proprio vita in maniera obiettiva.

Pensando alla propria vita spesso ci si chiede se è misera, vuota, appagante, se effettivamente si tratti di una vita vissuta al massimo delle proprie possibilità, se abbiamo ricevuto da esse il massimo delle soddisfazioni. Ma ancora più spesso ci si chiede se avendo la possibilità di cambiarne qualcosa troveremmo effettivamente il coraggio per farlo, senza rischiare da cadere nuovamente nell’errore di ancorarci al passato, ripetendo noi stessi all’infinito, persi nell’eterno ritorno.

Qual giorno Billie stava facendo il punto della situazione; qualcosa per un ragazzo poco più che adolescente poteva apparire come subdolo, insensato, veramente triste. Ma nonostante tutto il ragazzo rifletteva, e viaggiando con la sua mente cercava di rifugiarsi in una realtà parallela per cercare di sfuggire a quella che viveva ogni giorno, una realtà terribile e insopportabile. Era convinto che isolarsi fosse la soluzione.

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Era finita da poco la Seconda Guerra Mondiale e con l’Europa completamente distrutta dalla guerra, Stuart aveva deciso di migrare verso l’America in cerca di fortuna. Riuscì a trovarla, e quando ebbe abbastanza denaro comprò un pezzo di terra proprio a Hellville, costruendo così la propria casa. Con la costruzione dei vari ambienti fu anche la volta del garage. Era molto largo, spazioso, con gli scatoloni e le varie cianfrusaglie messe ben in ordine, così in ordine da ricordare la domenica mattina, quando Stuart metteva su la camicia pulita, ben stirata, la giacca nuova e la cravatta scura, poi scendeva al piano di sotto, baciava sua moglie e sorseggiava il suo caffè leggendo il giornale prima di andare a messa, dove puntualmente avrebbe ascoltato ogni genere d’infamia ora su questo ora su quello, poiché anche la messa della domenica faceva parte di una logica marcia ad Hellville, di un maledetto equilibrio costruito sulla degenerazione e sul vizio.

Ma il garage no. Quel luogo sapeva di felicità, e quel sapore era così insistente che avrebbe potuto convincere chiunque fosse entrato lì dentro anche per un solo minuto che il mondo non sarebbe mai finito e che tutto sarebbe rimasto in quel modo, eternamente perfetto.

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Billie era nuovamente a “casa”. La solita estate all’insegna del nervosismo e del disagio era lì ad attenderlo. Nonostante tutto però, anche se costretto a tornare a “casa”, c’era una piccola ma fondamentale nota positiva: si trattava di Jane. I due continuarono a tenersi in contatto e a vedersi, un aspetto che aveva reso al ragazzo un po’ meno pesante rientrare a Hellville.

Oltre a Jane, c’erano anche i suoi compagni, con i quali di tanto in tanto organizzava della scampagnate, o si riunivano per andare a ballare, e cose del genere. Già. Billie ora aveva degli amici, un’alternativa per andare via da Hellville in qualsiasi momento. Certo ci sarebbe dovuto tornare, ma in quel modo il disagio risultava essere meno soffocante per lui.

La cose con Jane andavano a gonfie vele, ma nonostante il vento soffi e la vele siano spiegate, ciò non significa che la nave non posso naufragare…

Jane era davvero una ragazza straordinaria, e uno dei suoi talenti più grandi era quello di scrivere. Era parte integrante della sua vita, e ci si dedicava anima e corpo.

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4 pensieri riguardo “Estratti del romanzo “Hellville” di Vincenzo Raco”

    1. Situazioni precise in cui il perbenismo è diligante, ora no; non condivido il perbenismo perché nasconde un secondo movente di natura egoica molte volte…anche dietro a risposte adeguate alla situazioni si cela un perbenismo, in questo caso latitante. Ritengo che l’autore, nell’estratto del romanzo che ho scelto, voglia porre l’attenzione proprio sulle contraddizioni e le incoerenze della società odierna che fanno a capo, in certi termini, in prima battuta nelle relazioni sociali pubbliche di massa, al perbenismo. Cosa ne pensi?

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