Allergica al pesce di Ndeye Fatou Faye

Segnalo il libro di Ndeye Fatou Faye, intitolato Allergica al pesce. Hakuna Matata, pubblicato con S4M Edizioni!

Titolo: Allergica al pesce. Hakuna Matata
Autore: Ndeye Fatou Faye
ISBN: 9788885450158
Genere: Racconto
Editore: S4M Edizioni – 30 maggio 2019
N. Pagine: 136
Prezzo: 15€
Formato: Cartaceo

copertina ndeye allergica al pesce

Trama

“Ma chissà perché fatalità proprio il pesce! Sono allergica al primo alimento del Senegal, paese delle mie origini. Spero che la mamma non lo cucini oggi! Vabbè in ogni caso Sabato, la nonna Graziella me parecia i bigoli!”
Un viaggio che dedico a tutti gli italiani come me di seconda generazione, che da sempre hanno a che fare con più culture, soprattutto in un periodo di forti migrazioni come questo. I racconti di un cambiamento, di una nuova esperienza.

Biografia

Io sono Ndeye, ma molti mi chiamano Andy. Anzi alcuni non sanno neanche che mi chiamo Ndeye. Sono nata in Veneto, in provincia di Vicenza, il 30 marzo 1998, purtroppo o per fortuna si capisce subito che sono ariete.
Sono di origine senegalese, i miei genitori vengono dalla regione del Saloum.
Ho frequentato le scuole a Cogollo del Cengio e a Schio ho finito il liceo economico-sociale. Attualmente frequento il secondo anno di “Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza” all’Università di Perugia.

Estratti

I

Partire dal centro
Questo libro sarà un diario di storie; ne ho scritti diversi nella mia vita, ma ho sempre lasciato perdere dopo qualche storia.
Questa volta però scriverò fino all’ultimo, fino a quando non avrò finito di raccontare.
Caro lettore, o lettrice, o amico mio, sappi che io ho sempre scritto o guardato qualcosa, ma difficilmente ho letto.
Ho sempre preferito guardarmi un film che leggere libri, infatti ti consiglio di immergerti in questa mia storia come se fosse possibile farlo in 4D, ascoltandone i suoni, sentendone gli odori e vedendone le immagini.
Questo libro sarà fatto di racconti, ricordi, flashback, di un passato che ha segnato il mio presente.
Saranno storie tra di loro a volte sconnesse, sia dal punto di vista temporale, sia dal punto di vista del contenuto.
Non è un libro normale, perché come dice il mio caro maestro Flaviano: “tutto ciò che è normale mi sta sulle palle”.
Questo sarà un viaggio, il mio viaggio, un viaggio alla scoperta di cos’ero e di cosa voglio diventare.
Non chiedo che venga apprezzato, bensì che venga capito, non voglio che venga letto, bensì che venga visto.
Quindi fate attenzione, leggete ma immaginate, come se aveste davanti un film, visualizzate quello che scrivo, con i vostri occhi attraverso i miei…
Era un periodo di transizione, però non stavo diventando un vampiro, stavo capendo, anzi, non stavo capendo niente. E visto che non avevo capito nulla, ho deciso di partire, da sola per il Senegal…
Scusate il dialetto veneto
Buona visione.

II

Sabbia
(16 giugno 2014)
Caro diario mentale, ti dico che Dakar è impressionante. La cosa che più mi colpisce di Dakar è in realtà una serie di cose alle quali non riesco a dare una precisa gerarchia. Per esempio i fili. Ci sono fili della corrente ‘ovunque, si arrampicano intorno ai pali della luce creando strutture simili ad alberi di Natale secchi, e poi sono tutti collegati come le lucette del presepe della mia nonna italiana.
Quanto odia quelle lucette lei, io e Isacco (ma pure il nonno) le calpestiamo sempre, e lei le sposta sempre più verso l’interno, aspettando con ansia l’epifania, che tutte le feste porta via… e pure tutte le lucette.
E’ incredibile anche la quantità di gente che vedo intorno a me, c’è una frenesia tale e travolgente, che mi sembra quasi di accelerare automaticamente, mentre i mie passi si perdono tra la sabbia e la miriade di persone che vi passano sopra.
C’è sabbia vanti casa mia, lungo le strade, al mercato, nei parchi! Soprattutto questo quartiere, Parcelles.
E’ fatto come Parigi, diviso in quartieri, e io abito nel tredicesimo, in una casa davanti la moschea; l’unica casa dal colore blu e rosa ovunque: da in (slavato). Nel 2012 avevo deciso io i colori, e papà aveva naturalmente acconsentito, tanto per essere diversi dalle altre case, tutte bianche o color panna. Le case più particolari però sono quelle con le mattonelle colorate. Nei quartieri più ricchi infatti, le case sono ricoperte dalle tipiche piastrelle che noi in Italia abbiamo nei muri e pavimenti del bagno, o nell’entrata di casa atterra. Però sono bellissime da vedere, mi ricordano un po’ lo stile di Gaudì.
Eh si, mi stringo la mano da sola per questo collegamento artisti-Co, ogni tanto mi sottovaluto a livello culturale, ma in realtà l’arte mi piace da matti.
La realtà’ è così diversa da ciò a cui sono abituata che mi sembra di essere in un cortometraggio, e che gli attori girino intorno a me non siano curanti del fatto che io non sappia il copione. Io stonavo decisamente, come l’aceto nel tiramisù.
Avete presente “Panta Rei”? Ovvero il concetto di “Tutto scorre”? Ecco, tutto intorno a me semplicemente scorreva, e io mi lasciavo trasportare dalla corrente.

Link Utili

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